Appello ai liberi e sviluppisti
La polemica sui presunti retroscena politici che spiegherebbero la decisione di Standard&Poor’s di declassare il debito italiano da A+ ad A non serve a risolvere i problemi che oggettivamente il governo si trova a fronteggiare, sia per quel che riguarda le misure strutturali che servono per ridurre l’indebitamento nel medio-lungo periodo sia per rilanciare la crescita. Invece di replicare polemicamente al giudizio di un’agenzia di rating privata come ha fatto ieri Palazzo Chigi, sarebbe utile che il premier e la coalizione di governo ribadissero d’essere d’accordo sulla necessità di elevare l’età pensionabile.
19 AGO 20

Si tratta in sostanza delle tesi sostenute da sempre anche dalla Banca d’Italia, tesi delle quali finora soltanto l’articolo 8 della manovra – quello sulla contrattazione aziendale – ha assicurato una parziale applicazione. Anche per questo è apprezzabile la decisione del Tesoro di avvalersi stabilmente del contributo tecnico della Banca d’Italia con l’apporto del vicedirettore generale Ignazio Visco. E condivisibile l’appello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per “una piattaforma meditata che nasca da consultazioni ampie per rilanciare la crescita”.
Certo, nessuno può negare le resistenze esistenti all’interno della maggioranza di governo, per esempio di una parte della Lega, di fronte a queste necessarie operazioni sviluppiste. Ancora una volta Palazzo Chigi sbaglia però a ricorrere alla dietrologia per rispondere a Standard&Poor’s. Per dimostrare che la forza di volontà non manca, piuttosto, il Cav. ponga all’ordine del giorno queste riforme, invitando pubblicamente anche l’opposizione a sostenerle. In questo modo, comunque vada sarà – diciamo – un successo. Se il Parlamento le approvasse, tanto meglio per tutti.
In caso di ulteriori resistenze, invece, nel confronto pubblico si scoprirebbe una volta per tutte se per esempio la Confindustria di Emma Marcegaglia è animata da uno spirito sinceramente riformatore o se, come paventato due giorni fa anche dal Corriere della Sera, in realtà Viale dell’Astronomia si sia già rassegnata all’iniqua e reazionaria tassa patrimoniale. Soprattutto diverrebbe chiaro l’identikit di quanti, nell’opposizione, condividono questa strategia liberale e liberista. Essa tra l’altro è chiaramente nel Dna del premier; la sua chiamata “a chi ci sta”, a condividere in maniera trasparente oneri e onori di questa fase perigliosa, aiuterebbe a riunire le forze per attuarla.